I FARMACI NELLE IPERLIPOPROTEINEMIE

 

Numerosi sono i farmaci che possono essere usati per abbassare i livelli plasmatici dei lipidi, in aggiunta alla dieta e alla correzione degli altri fattori di rischio cardiovascolare. Elenchiamo  di seguito una breve trattazione dei principali.

Le RESINE A SCAMBIO ANIONICO come la colestiramina ed il colestipol agiscono sequestrando gli acidi acidi biliari all'interno dell'intestino prevenendo così il loro riassorbimento ed evitando il circolo enteroepatico. Questo meccanismo causa una diminuizione dell'assorbimento del colesterolo esogeno e l'aumento del metabolismo del colesterolo endogeno. Si ha un aumento dell'espressione dei recettori delle LDL sulle cellule epatiche e un aumento della rimozione delle LDL dal circolo. Pertanto i sequestratori degli acidi biliari vengono utilizzati quando i livelli di colesterolo ematico derivano da un aumento della concentrazione di LDL. Essi peggiorano però l'ipertrigliceridemia e non dovrebbero essere usati come unico trattamento nei pazienti affetti da iperlipoproteinemia causata dalla concomitante presenza di alti livelli di LDL e VLDL oppure da alti livelli di VLDL.  Tra gli effetti collaterali si hanno disturbi gastrointestinali come diarrea, costipazione, rigonfiamento addominale e  nausea. Inoltre possono interferire con l'assorbimento di vitamine liposolubili e di alcuni farmaci che dovrebbero pertanto essere assunti una ora prima delle resine o 4-6 ore dopo.

I fibrati provocano un considerevole abbassamento delle VLDL, una modesta riduzione delle LDL e un leggero aumento delle HDL. Per cui vengono preferiti rispetto alle resine nei pazienti con alti livelli di trigliceridi e  colesterolo. Il consumo eccessivo di alcool prima di cominciare il trattamento  causa miosite, che è una malattia infiammatoria del muscolo striato che nei casi più gravi può portare all'insufficienza renale acuta. I fibrati agiscono stimolando la lipasi lipoproteica aumentando così l'idrolisi dei trigliceridi. La miosite, secondaria all'uso di fibrati, è insolita ma può essere di grave entità. Insolita è la combinazione dei fibrati con gli inibitori della HMG-CoA reduttasi che provocano anche essi la miosite.

Un'altra classe importante è quella degli inibitori della HMG - CoA reduttasi, enzima limitante nella sintesi del colesterolo.La riduzione della sintesi del colesterolo che deriva porta ad un  aumento della sintesi dei recettori delle LDL. La marcata riduzione del colesterolo riduce fortemente il rischio di coronaropatia, secondo studi, anche del 60%. Molti clinici limitano l'uso di farmaci appartenenti a questa classe( mevastatina, simvastatina...) a quei pazienti gravemente compromessi come quelli affetti da ipercolesterolemia familiare eterozigote o da malattia ateromatosa conclamata.Questi farmaci sono ben tollerati ma possono presentare disturbi gastrointestinali, insonnia e irritazioni cutanee.Fra le reazioni avverse più gravi ci sono la miosite, epatite e angioedema.

L'acido nicotinico, o niacina è una vitamina che è stata somministrata in dosi dell'ordine di grammi come agente ipolipidemizzante.Il meccanismo di azione si basa sull'inibizione della produzione dei trigliceridi epatici e la secrezione delle VLDL, provocando indirettamente una riduzione delle LDL. Viene anche osservato un aumento modesto delle HDL. I farmaci promuovono anche l'aumento dei livelli dell'attivatore del plasminogeno e la riduzione del fibrinogeno plasmatico portando così alla diminuzione del rischio di trombosi.Gli effetti collaterali comprendono arrossamento del viso e del collo, palpitazioni e disturbi gastrointestinali.

Il probucolo riduce i livelli plasmatici di LDL e di HDL. Il suo uso è ancora in discussione poiché ha effetti antiossidanti potenzialmente utili ma al contrario lo rendono pericoloso la riduzione delle HDL e il prolungamento del potenziale di azione cardiaco. E' un farmaco lipofilo e rimane nel grasso corporeo per mesi e solo dopo uno o tre mesi di somministrazione si hanno gli effetti.